Cari lettori di Fit Magazine, per questo mese vorrei proporvi “in pillole” un argomento a me caro e credo di grande attualità.

Incontro sempre più persone che mi riferiscono di ricorrere al cibo quando sono nervose, stressate, stanche o addirittura felici, senza però saperne bene il perché…beh, se anche voi siete tra queste, leggere queste poche righe vi sarà di aiuto…

Che il mangiare non sia solo un bisogno fisico e un mezzo di sostentamento è ormai cosa nota da tempo, quello che invece è meno comprensibile è ciò che ci spinge ad assumere un cibo piuttosto che un altro o assumerlo anche se il nostro corpo non ne avrebbe bisogno.

Da un punto di vista psicologico, è facile capire come il cibo ci riporti ad uno stato di benessere. L’allattamento, per il neonato, è il primo contatto esterno ed affettivo con la madre e quindi non solo fonte di nutrimento ma, anche, ciò che coccola e rassicura il bambino. Durante i momenti di stress, stanchezza o ansia è come se istintivamente la nostra mente ricerchi attraverso il cibo quelle sensazioni primordiali di rassicurazione materna.

A livello fisiologico, inoltre, diversi studi hanno evidenziato che durante i momenti di particolare stress fisico-psichico (o momenti di forti emozioni), il nostro corpo produce due ormoni chiamati adrenalina e cortisolo, che agiscono come un segnale di allarme per l’organismo. La reazione a questo stimolo è l’aumento del metabolismo con maggiore consumo di zuccheri a scopo energetico. Infatti, non è un caso, che in questi particolari momenti il nostro senso del gusto dolce sia particolarmente spiccato da indurre la persona a ricercare alimenti ricchi di zuccheri semplici. Questi alimenti, infatti, oltre a rifornire subito il nostro organismo di energia, abbassano i livelli degli ormoni prima citati, attraverso la stimolazione della produzione di serotonina (il cosiddetto ormone del benessere) che va quindi a disattivare il segnale di allarme.

Molte volte diete sbilanciate o restrittive, associate a momenti di stress, possono produrre un impulso incontrollato verso i carboidrati, soprattutto semplici (i dolci), con conseguente aumento di peso, sensazione di fallimento e successiva restrizione alimentare.

Vediamo allora come combattere questi momenti:

la via migliore è una dieta equilibrata fatta da 3 pasti principali: colazione- pranzo -cena e 2 spuntini: uno la mattina e uno il pomeriggio, associata ad esercizio fisico regolare che stimola endorfine ovvero sostanze utili nella regolazione dell’umore ed ottimi antistress naturali.

allora a cibi antiossidanti come il pesce, ricco do omega 3 (salmone e pesce azzurro), i cereali integrali, frutta e verdura di stagione, semi oleosi come semi di girasole, di sesamo o mandorle e noci.

No ad alimenti elaborati ricchi di grassi (merendine, brioche, sughi e salse varie) e sostanze naturalmente eccitanti come il caffè.

E se l’impulso verso il cibo è talmente forte da.. basta mangiare una frutta e/o bere una buona tisana rilassante… provare per credere!!

Dott.ssa Erika Annunzi

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